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Intervista a Nicolas Joly, a Palazzo Branciforte a Palermo

Era il 2005, e a Palermo il culto della biodiversità e della biodinamica nell’enologia erano già professati in uno dei ristoranti che ha riscritto la letteratura del gusto in città: fu proprio Bonetta Dell’Oglio, chef carismatica, ispiratrice e volitiva ambassador Slow Food nel mondo, a creare il primo certamen alla presenza di Nicolas Joly, esponente europeo di una visione spirituale ed antroposofica delle pratiche agronomiche e del nostro rapporto energetico coi prodotti alimentari, inteso non solo nell’aspetto calorico, ma nell’essenza più intima del cibo che si trasforma in ciò che siamo.

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La totipotenza di ciò che ha seminato Nicolas Joly si evidenzia oggi nelle campagne divulgative che negli anni hanno visto protagonista Bonetta Dell’Oglio, dalla rivoluzione in un chicco che ha riqualificato le coltivazioni cerealicole siciliane, alla salvaguardia dell’Ape Nera Sicula al fianco di Arturo Genduso, fino alla sensibilizzazione degli allevatori sul benessere e sulla socialità animale.

“Lo sviluppo viene dal seme”

Nelle parole di Nicolas Joly un tributo di stima a Bonetta Dell’Oglio che come nessuno, ha saputo valorizzare il foraging, gli ingredienti di prossimità, la piccola pesca e soprattutto l’artigianalità ed i valori contadini che rendono la Sicilia da millenni, laboratorio di convivialità, cultura ed integrazione.

“Dopo quattordici anni ho trovato nei confronti dei vini in degustazione un significativo interesse mediatico, e mi ha entusiasmato la percezione di una reale espressività territoriale: 

il valore di un vino sta nella sua capacità di trasmettere, in un sorso, l’essenza ed l’identità”.

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Profumo di Vulcano, di Federico Graziani

 

Cosa manca ancora in Sicilia, cosa ti saresti aspettato di trovare?

“Non guardare cosa manca, mira alla direzione, ci sarà sempre qualcosa che manca, l’importante è cosa stia crescendo oggi in Sicilia”.

Parole che risuonano come un manifesto programmatico, che aprono gli orizzonti sulle nuove consapevolezze acquisite, non solo dagli operatori del settore, ma soprattutto dalla sempre più numerosa comunità di consumatori che ha animato le degustazioni e le masterclass NOT, rassegna dei vini franchi a Palermo.

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La cena conviviale andata in scena a palazzo Branciforte, ha visto trionfare l’armonia tra le più audaci espressività stagionali degli ingredienti: lo chef Gaetano Billeci, attraverso la sua visione cosmopolita, ha riscritto i sapori delle insalate contadine con accenti bucolici di formaggio del Belice e cedri, tra i sussurri clorofillici delle erbette spontanee e l’umoralità dell’alaccia, pesce che lo chef da sempre valorizza attraverso tecnica magistrale ed ispirate interpretazioni.

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La cupola araba di grano spezzato e ortaggi ed il dessert etereo infuso di cera d’api, hanno saputo trasmettere la sensibilità artistica e compositiva di Bonetta dell’Oglio, che ha istoriato attraverso le trasparenze della sua pittura anche le carte delle vivande.

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Un evento che ha visto la partecipazione delle più autorevoli personalità dell’enologia contemporanea, e che ha ridato a Palermo centralità nell’offerta del bere consapevole. 

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